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Se cerchi la recensione della scarpa più rigida o del modello più leggero, sappi che la differenza vera la fa un altro dettaglio. La tomaia. E dal 2020 in poi, per chi pedala seriamente su strada, gravel o MTB, la tomaia in knit è diventata il parametro su cui si gioca il comfort nelle uscite lunghe. Non è una moda: è un cambio di paradigma nella costruzione della scarpa da ciclismo, che sposta l'attenzione dalla rigidità pura alla adattabilità all'anatomia del piede.
In questa guida spieghiamo come funziona una tomaia in knit, perché avvolge il piede senza creare punti di pressione, come si comporta nella trasmissione di potenza e come scegliere il modello giusto per la tua disciplina. Con i modelli che trovi già in catalogo, dai top di gamma strada alle proposte gravel.
Il piede è l'unico punto di contatto tra il corpo e la bicicletta durante la pedalata. In una scarpa da ciclismo tradizionale in pelle o microfibra, la tomaia è composta da più pannelli cuciti o incollati tra loro. Le cuciture, per quanto precise, generano rigidità localizzate: punti dove il tessuto non cede, zone dove il piede preme contro un bordo, aree che dopo due ore scaldano o pizzicano. In più, la microfibra non traspira come un tessuto tecnico a maglia e tende a trattenere il sudore.
La tomaia in knit ribalta questo approccio. Non ci sono pannelli separati da cucire: il tessuto viene lavorato in un pezzo unico su macchine a maglia, con densità e spessori diversi nelle varie zone. Il risultato è una struttura monoscocca che si adatta al piede come un calzino tecnico, senza cuciture interne, senza bordi rigidi, senza aree che pizzicano.
Il knit non è un tessuto unico: è un insieme di filati tecnici lavorati a maglia su misura. Le variabili in gioco sono tre. La densità della maglia: dove serve sostegno (zona tallone, fascia metatarsale, arco plantare) il knit è più fitto e meno elastico; dove serve traspirazione e scarico della pressione (dorso, zona delle dita, collo del piede) la maglia è più aperta, con celle che lasciano passare aria e umidità. Il filato: i brand usano filati tecnici con proprietà di traspirabilità, asciugatura rapida e resistenza all'abrasione. La struttura senza cuciture: la tomaia è un pezzo continuo, il che riduce i punti rigidi e migliora il comfort generale.
In pratica, quando infili il piede in una scarpa con tomaia in knit, questa non ti "contiene" passivamente. Si allarga dove il tuo piede è più largo, si stringe dove serve tenuta, segue la forma del collo del piede senza premere. È un adattamento passivo ma preciso, che si completa con il sistema di chiusura.
È il vantaggio più evidente, e il più importante per chi pedala più di tre ore. In una scarpa tradizionale, le cuciture e i pannelli rigidi generano zone dove il piede preme contro la tomaia. Nel tempo, queste zone diventano dolorose o causano intorpidimento. La tomaia in knit, essendo un pezzo unico senza cuciture, distribuisce la pressione in modo uniforme. Il piede non trova bordi rigidi contro cui spingere.
La maglia aperta lascia passare l'aria e favorisce l'evaporazione del sudore. In una scarpa in microfibra, il piede suda e il tessuto trattiene l'umidità, creando un ambiente caldo e umido. Nel knit, il sudore evapora più rapidamente e il piede resta più asciutto. Su lunghe distanze o in salita con temperature alte, la differenza si sente.
Qui il discorso si fa interessante. Una tomaia in knit di qualità non è morbida e basta. La combinazione tra densità differenziate e sistema di chiusura (BOA o lacci) crea una struttura che avvolge il piede in modo uniforme, senza comprimerlo. Il risultato è che la spinta del piede sul pedale non si disperde in deformazioni della tomaia, ma viene trasmessa alla suola in carbonio. In sostanza: il knit non è meno rigido dove conta, ma è più flessibile dove serve.
Nel catalogo Selle Bici Pro trovi due interpretazioni della tomaia in knit, entrambe di alto livello ma con filosofie diverse.
DMT è il pioniere della tomaia in knit nel ciclismo. La sua Engineered 3D Knit (e la variante Aeroflex Knit) è una tomaia monoscocca realizzata su macchine a maglia con zone a spessore variabile: più fitte nella fascia metatarsale e nel tallone, più aperte sul dorso e sulle dita. DMT lavora il knit come un tessuto tecnico performante, con l'obiettivo di creare una scarpa che si adatta come un calzino ma trasferisce potenza come una scarpa race. La calzata è avvolgente, e nei modelli top la suola in carbonio Superlight mantiene il peso basso.
Fizik ha sviluppato l'Aeroweave, una tomaia in maglia tecnica che combina traspirabilità e resistenza. L'approccio di Fizik è più orientato alla struttura: la maglia è progettata per resistere all'abrasione e mantenere la forma, con una calzata più contenuta rispetto a DMT. Nelle scarpe gravel e MTB come la Vento Ferox, l'Aeroweave è abbinata a protezioni e rinforzi per l'uso fuoristrada.
La differenza pratica? DMT privilegia l'adattamento e il comfort a lungo termine; Fizik punta su una calzata più strutturata e una maggiore protezione. Entrambe funzionano, ma per piedi diversi e discipline diverse.
La KR0 Evo Superlight è il modello che meglio rappresenta la filosofia DMT. Tomaia in Engineered 3D Knit con zone a spessore variabile, doppio BOA Li2 per la microregolazione in movimento, suola in carbonio Superlight a basso stack. Il peso contenuto e la calzata avvolgente la rendono una scarpa da gara ma anche da lunghe distanze, perché il knit non crea punti di pressione nemmeno dopo ore in sella.
La trovi in tre varianti cromatiche: bianco bronzo, bianco argento e la White Pink Rockets Tietema, edizione speciale con i colori del team. Se cerchi il massimo del comfort strada senza rinunciare alla rigidità, questa è la scelta.
La Vento Ferox Carbon porta la tomaia Aeroweave nel mondo XC, gravel e ciclocross. Qui il knit non è solo comfort: è anche resistenza. La maglia è progettata per sopportare abrasioni da fango, pietre e vegetazione, mantenendo la traspirabilità. La suola in carbonio garantisce rigidità per la pedalata, mentre il sistema di chiusura BOA assicura la tenuta. È la scarpa per chi affronta gravel o marathon con l'obiettivo di restare comodo e veloce.
Se pedali MTB XC o marathon, la KM30 è la proposta DMT con tomaia in knit e suola in carbonio. La calzata avvolgente e la traspirabilità del knit fanno la differenza nelle lunghe uscite, quando il piede suda e la scarpa tradizionale diventa un forno. La KM30 mantiene la rigidità necessaria per la pedalata, con un occhio di riguardo al comfort.
Non tutte le discipline richiedono una tomaia in knit. Nel gravity, enduro e downhill, la priorità è la protezione e il grip sulla piastra flat. La Fizik Gravita Versor Flat è costruita in pelle sintetica resistente, con suola flat per i pedali con pin. Qui il knit passerebbe in secondo piano: meglio una tomaia più protettiva e strutturata. Se cerchi il massimo comfort e adattamento, il knit è la scelta; se cerchi protezione estrema, no.
Una tomaia in knit dà il meglio di sé con una suola rigida. La suola in carbonio trasforma l'adattamento della tomaia in trasferimento di potenza efficiente: il piede è avvolto senza costrizioni, ma la spinta arriva diretta al pedale. Nei modelli DMT KR0 Evo Superlight e Fizik Vento Ferox Carbon, la suola in carbonio è il completamento naturale della tomaia in knit. Se scegli una scarpa in knit con suola flessibile, perdi parte del vantaggio: il knit è progettato per lavorare in sinergia con una base rigida.
Anche il sistema di chiusura conta. Il BOA Li2 consente microregolazioni in movimento, fondamentali perché il piede cambia volume durante l'uscita (si dilata con il caldo, si riduce con il freddo). Con i lacci, la regolazione è meno immediata ma più tradizionale. In entrambi i casi, la tomaia in knit risponde meglio a una chiusura uniforme, senza stringere troppo in un punto.
La scelta dipende da tre fattori: la disciplina, la forma del piede e il budget.
Disciplina. Per la strada performance, la DMT KR0 Evo Superlight è il top: tomaia in knit, doppio BOA, carbonio Superlight. Per il gravel e l'XC, la Fizik Vento Ferox Carbon unisce knit e protezione. Per la MTB XC, la DMT KM30 è la scelta con tomaia in knit. Per il gravity, meglio una scarpa flat con tomaia più protettiva.
Forma del piede. Il knit si adatta bene a piedi normali o leggermente larghi, perché la maglia cede dove serve. Se hai il piede molto stretto, una tomaia in knit potrebbe risultare meno contenitiva di una in microfibra: in quel caso, meglio una calzata più strutturata.
Budget. La DMT KR0 Evo Superlight è nella fascia alta (circa 491-515 €), ma rappresenta il massimo della tecnologia knit. La Fizik Vento Ferox Carbon è a 286,80 €, un prezzo più accessibile per una scarpa gravel/XC con tomaia tecnica. La DMT KM30 è a 286,80 €. Se cerchi il miglior compromesso, la Vento Ferox è un ottimo punto di partenza.
Una tomaia in knit elimina i punti di pressione al piede, ma se la sella non è corretta, il comfort generale ne risente. Il principio è lo stesso: il contatto con la bici deve distribuire la pressione, non concentrarla. Per questo, se stai aggiornando le scarpe, vale la pena considerare anche la sella. Una sella con canale centrale aperto, come la Selle Italia SLR Boost TM Superflow o la Selle San Marco Shortfit Dynamic, riduce la pressione perineale e completa il lavoro fatto dalla tomaia in knit.
Per la MTB, la Prologo Nago X10 CPC ha una superficie che migliora il grip e riduce le vibrazioni. Per le cicliste, la Selle Italia Diva Gel Superflow è progettata specificamente per l'anatomia femminile. E se cerchi un aggiornamento senza spendere troppo, la Selle Italia Model X è un'opzione green con canale Superflow.
La tomaia in knit è resistente, ma richiede qualche accortezza. Dopo ogni uscita, soprattutto se hai preso pioggia o fango, sciacqua la scarpa con acqua tiepida e sapone neutro. Non usare la lavatrice: la centrifuga può deformare la maglia. Lascia asciugare all'aria, lontano da fonti di calore dirette, perché il calore intenso può danneggiare le fibre. Non usare spazzole abrasive sulla tomaia: meglio una spugna morbida. Con questa routine, la tomaia mantiene la sua capacità di adattamento e traspirabilità per molte stagioni.
Se pedali più di due ore, se soffri di punti di pressione o intorpidimento ai piedi, se sudi molto o se semplicemente vuoi una scarpa che si adatti al tuo piede invece di costringerlo, la tomaia in knit è la risposta. Non è una moda passeggera: è una tecnologia matura, adottata dai professionisti e perfezionata in anni di sviluppo. DMT e Fizik offrono due interpretazioni valide, con la KR0 Evo Superlight come riferimento strada e la Vento Ferox Carbon come riferimento gravel/XC.
Se invece la priorità è la protezione estrema o una calzata molto contenitiva, una tomaia tradizionale può ancora avere senso. Ma per la maggior parte dei ciclisti, il knit è un upgrade tangibile che si sente dalla prima uscita.
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